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Differenze tra invalidità civile e handicap

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Invalidità civile e handicap non sono la stessa cosa.

L’invalidità civile è un giudizio di carattere medico e valuta la riduzione della capacità lavorativa del soggetto a causa della patologia di cui soffre. L’invalidità civile esprime in altre parole la difficoltà da parte del soggetto – conseguentemente alla patologia di cui soffre – di eseguire una determinata attività lavorativa nei modi e nei limiti considerati normali per un individuo.

Dai 15 ai 65 anni di età il grado di invalidità viene espresso in percentuale. Al di sotto dei 15 anni e al di sopra dei 65 anni di età l’invalidità civile è espressa mediante codici regionali che corrispondono al grado di difficoltà a svolgere le funzioni e i compiti propri dell’età del soggetto.

Lo stato di handicap è invece un riconoscimento di carattere medico legale e sociale. L’attestazione dell’handicap esprime lo svantaggio personale e sociale o di emarginazione che ha una persona con disabilità (fisica, psichica o sensoriale – stabilizzata o progressiva – che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa) rispetto alle persone senza disabilità.

In base al grado di handicap certificato (senza o con situazione di gravità) si ha diritto a benefici in ambito fiscale, lavorativo, familiare secondo quanto previsto dalla Legge 104/92 e s.m.i.

Il riconoscimento dello stato di handicap non dà luogo a sostegni di natura economica ma è indispensabile per poter usufruire di permessi lavorativi concessi ai lavoratori disabili e ai familiari che li assistono e al congedo retribuito di due anni per i familiari che assistono disabili riconosciuti in situazione di gravità.

Invalidità civile e handicap hanno diversi criteri di valutazione pertanto possono determinarsi situazioni quali ad esempio percentuali di invalidità inferiori al 100% o addirittura il mancato riconoscimento dell’invalidità civile e il contestuale riconoscimento dello stato di handicap in situazione di gravità.

Handicap: la domanda di riconoscimento

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Lo stato di handicap è un riconoscimento di carattere medico legale e sociale. Esprime lo svantaggio personale, sociale o di emarginazione che ha una persona con disabilità (di natura fisica, psichica o sensoriale – stabilizzata o progressiva – che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa) rispetto alle persone senza disabilità.

In base al grado di handicap certificato (senza o con situazione di gravità) si ha diritto a benefici in ambito fiscale, lavorativo e familiare secondo quanto previsto dalla Legge 104/92 e s.m.i.

Il riconoscimento dello stato di handicap non dà luogo a sostegni di natura economica. L’attestazione dello stato di handicap è tuttavia utile e indispensabile qualora, ad esempio, si voglia usufruire dei permessi lavorativi concessi ai lavoratori disabili e ai loro familiari che li assistono o del congedo retribuito di due anni per i familiari che assistono disabili riconosciuti in situazione di gravità.

A partire dal 1 gennaio 2010 per inoltrare la domanda di riconoscimento dello stato di handicap all’INPS è necessario rivolgersi ad un Medico Certificatore abilitato dall’Ente Previdenziale (la Dott.ssa Arianna Pavesi è Medico Certificatore INPS) che ha l’autorità per attestare le patologie invalidanti del soggetto ed eventualmente indicare la presenza di un’eventuale patologia oncologica.

Chi può inoltrare la richiesta

La richiesta per il riconoscimento dell’invalidità può essere effettuata:

  • dall’interessato
  • da chi rappresenta legalmente l’invalido (genitore, o tutore)
  • da chi cura gli interessi dell’invalido (curatore).

Il certificato redatto dal Medico Certificatore INPS è valido 30 giorni dalla data di emissione e ha un codice univoco di identificazione e deve essere firmato in originale dal Medico Certificatore.

Presso lo Studio Medico Pavesi è possibile attivare la procedura di riconoscimento dello stato di handicap attraverso la compilazione del certificato medico da parte del Medico Certificatore INPS.